
Dazi americani, guerra in Iran e prezzi dell’energia: come due shock hanno cambiato l’economia mondiale, a due settimane dal voto di metà mandato
Dazi USA e guerra in Iran sono i due shock che hanno cambiato l’economia mondiale dal 2025. Perché lo Stretto di Hormuz pesa sui prezzi di tutto, come si è arrivati a inflazione e tassi più alti, e che cosa i dati non dicono.

Due Italie nelle previsioni Istat al 2050: il Nord perde l’1% degli abitanti, il Mezzogiorno il 15%. Che cosa dicono i numeri sulle case
Il 31 agosto l’Istat ha pubblicato le nuove previsioni demografiche: nello scenario mediano il Nord passa da 27,5 a 27,2 milioni di abitanti, il Mezzogiorno da 19,7 a 16,7 milioni. Che cosa dicono i numeri su famiglie e abitazioni, e che cosa non dicono.

Propensione al risparmio al 6,7%: nel secondo trimestre i consumi crescono dell’1,7%, il reddito dello 0,4% e il potere d’acquisto cala
Il 5 ottobre l’Istat ha pubblicato i dati del secondo trimestre 2026: la propensione al risparmio delle famiglie scende al 6,7%, i consumi crescono più del reddito e il potere d’acquisto cala dello 0,9%. Che cosa significano i numeri e che cosa non dicono.

Manovra 2027: il deficit al 3,1%, la procedura europea e le date di ottobre da cui parte la legge di bilancio
Il 22 settembre l’Istat ha confermato il deficit 2025 al 3,1% del PIL: l’Italia resta sotto procedura europea e la manovra 2027 parte da qui. I numeri dei conti pubblici, il calendario di ottobre dal Documento programmatico di finanza pubblica alla legge di bilancio, e il ruolo dell’energia nella discussione.

La truffa che non ti ruba la password: nel 72% dei bonifici fraudolenti è la vittima a premere “invia”
Secondo il Rapporto della Banca d’Italia sulle operazioni di pagamento fraudolente, nel secondo semestre 2025 le frodi da manipolazione hanno rappresentato il 72% del valore dei bonifici fraudolenti: nessuna password rubata, è la vittima stessa a disporre il pagamento. Con voci e video generati dall’intelligenza artificiale e la World Investor Week alle porte, i numeri, il meccanismo e le regole che le autorità indicano contro la leva principale dei truffatori: la fretta.

Avversione al rischio ai massimi storici: perché nel 2026 i ventenni italiani sono più prudenti dei sessantenni
Il 15 settembre è stata presentata l’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2026 del Centro Einaudi: l’indicatore di avversione al rischio ha toccato il record storico di 33,6 e i più prudenti dell’intero campione sono i 18-24enni, con un rapporto di 84 a 1. Un paradosso che ribalta la teoria del ciclo di vita. I numeri, il contesto che li spiega e dove si inceppano davvero le decisioni.

Il conto del clima: 180 miliardi in un anno, e la crescita europea che si assottiglia
Le ondate di calore potrebbero costare all’Unione europea fino a 180 miliardi di euro nel solo 2026, una cifra dello stesso ordine di grandezza dell’intera crescita prevista. Per l’Italia il danno immediato stimato è di 22 miliardi. I numeri, le fonti e cosa dicono sul lungo periodo.

Inflazione al 3,3% e inflazione di fondo all’1,5%: quale dei due numeri riguarda i tuoi risparmi
Il 1° settembre ISTAT ed Eurostat hanno diffuso lo stesso numero: inflazione ad agosto 2026 al 3,3%, in Italia e nell’area euro. Ma nello stesso comunicato ce n’è un secondo, molto meno citato: l’inflazione di fondo italiana è scesa all’1,5%. Capire perché divergono aiuta a leggere la decisione della BCE del 10 settembre, quanto peserà l’autunno sulle bollette e quanto costa davvero la liquidità ferma sul conto.

Settembre 2026: le quattro date che pesano sui tuoi risparmi
Tra la fine di agosto e il 30 settembre 2026 si concentrano quattro appuntamenti che toccano la rata del mutuo, il rendimento della liquidità e le scadenze dichiarative: la stima ISTAT sull’inflazione, la riunione BCE del 10 settembre, i possibili nuovi titoli di Stato per i risparmiatori e il termine del 730 integrativo. Ecco cosa cambia e cosa conviene decidere prima.

Minusvalenze e tasse sugli investimenti: cosa resta dopo la scadenza della delega fiscale del 29 agosto
La delega fiscale scade senza la riforma dei redditi finanziari: resta l’asimmetria tra plusvalenze e minusvalenze, e le perdite del 2022 si azzerano il 31 dicembre 2026.
